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In una giornata tersa e azzurra come ce ne sono tante, fate una passeggiata al vecchio porto di Alghero e provate a sedervi vicino a qualche vecchio arso dal sole mentre riannoda ancora una volta le reti strappate dal mare.
Dopo un primo approccio in assoluto silenzio, se avete fortuna, il vecchio uomo di mare romperà le lunghe pause di silenzio raccontando ciò che da bambino ha sentito dire da un altro uomo di mare.
Molti anni fa, anzi secoli fa, Carlo V sbarcò ad Alghero a far visita, come ogni buon re che si rispetti, ad una delle più antiche colonie del mare nord-occidentale della Sardegna. Si racconta che prima di toccare terra si soffermò alcuni istanti a osservare gli uliveti che, dalle colline di San Giuliano, orlavano di verde e di argento la parte più alta della Riviera del Corallo.
«Quanto buon olio!» disse tra sé. Lo stesso olio che poi gli fu servito a tavola dai suoi sudditi.
Ne rimase così piacevolmente sorpreso che fece di Alghero una sua seconda corte.
Questa è la leggenda.
La storia vera è che il tempo non ha mutato le abitudini, e il trattamento dell'olio è rimasto quello originario riservato alla spremitura dell'oliva bosana nei frantoi della Sardegna, riconoscibile da quel gusto amarognolo finale, caratteristica inconfondibile degli oli extravergini di queste zone che potete ritrovare anche nell'Olio DOP Sardegna. |
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